bataki

domenica
01 ago 2010
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Attrezzatura e Tecnica Treppiedi - teste Treppiede Manfrotto 055V

Treppiede Manfrotto 055V

E-mail Stampa PDF

055v  Tra le varie scelte tecniche che - croce e delizia - affollano la vita del birdwatcher principiante, vi è quella dell'acquisto del treppiede.

 

Si tratta di un acquisto importante e, vista la mole di offerte sul mercato, non propriamente agevole: quale materiale, alluminio o carbonio? Quante sezioni, tre o quattro? Quale chiusura, a leve o ad anello? Colonna centrale rapida o a cremagliera? Quale peso totale, portata massima etc. etc. etc. ?

Se considerate infine che la spesa può passare da poche decine ad un migliaio di euro, la situazione complessiva per un principiante è abbastanza chiara: un chaos!

A seguire una descrizione sintetica del kit da me scelto e utilizzato, con l'augurio che possa essere di guida a chi - come me - non ha (avuto) l'opportunità di provare vari modelli prima di effettuare l'acquisto.


Descrizione

Si tratta di un treppiede solido e robusto, di facile utilizzo e buona stabilità complessiva. Memore delle debolezze del mio precedente treppiede a cremagliera in alluminio (un giocattolo molto leggero, pure troppo), al momento della scelta ho cercato di tenere a mente alcuni punti fermi:

  • Altezza: doveva essere sufficiente (anche senza la colonna centrale estesa) a coprire la maggior parte delle mie necessità.
  • Sezioni: le gambe (aste) dovevano essere a tre sezioni, così il diametro delle 3 sezioni inferiori restava abbastanza "spesso". Non praticando poi trekking estremo, l'ingombro non proprio ridotto non era un fattore decisivo.
  • Costo: non possedendo teleobiettivi pesantissimi (e costosissimi), non consideravo (nè considero tuttora) giustificabili i prezzi di alcuni treppiedi (tipo Gitzo e simili).

Accanto a questi fattori, ne ruotano ovviamente anche altri, quali il peso, i materiali, la fattura, la portata: da ogni punto di vista, questo treppiede mi ha pienamente soddisfatto.

La portata massima di carico - 7 Kg - è decisamente più che sufficiente per la maggior parte delle mie ottiche; ho provato anche a montare attrezzature diverse o più pesanti (un cannocchiale, un 300mm f/2.8) senza notare visibili differenze nella rigidità complessiva o instabilità di alcun genere.
Il peso (ca. 3 Kg con la testa montata) e l'ingombro non sono eccessivi: io di norma lo trasporto agevolmente sulla spalla (con macchina e obiettivi agganciati: senza alcun timore!) per distanze brevi e intermedie, mentre per escursioni più lunghe preferisco agganciarlo allo zaino usando l'apposita tasca laterale (attenzione alle zuccate perchè la testa - quella del treppiede ;) - sporge oltre le spalle e può oscillare: va quindi fissato saldamente).

Le gambe sono dotate di due imbottiture gommate sulla sezione superiore: sono resistenti all'usura, sicure nella presa e piacevoli al tatto durante le giornate più fredde, ma mi chiedo: perchè solo due? Io continuo ad afferrare la gamba non imbottita ... ho così provveduto artigianalmente a ricoprire la terza gamba usando i comuni rivestimenti delle tubazioni (potete anche utilizzare i paracolpi di telai e manubri da bicicletta ... ), migliorando così anche il comfort durante il trasporto in spalla.

Le gambe possono essere regolate con quattro angolazioni predefinite intermedie azionando i rispettivi pulsanti di sblocco posti in testa alle aste, una opportunità molto comoda su terreni accidentati o su pendii. La principale limitazione da me constatata è l'impossibilità di scattare a livello terreno, a causa della colonna centrale. La colonna - in metallo a sezione trilobata - è abbastanza lunga ma robusta e stabile (a differenza di quelle scomponibili in due parti); si può ovviare a questo inconveniente sostituendola con una più corta, oppure con una colonnina con base di livellamento. Questa soluzione, seppur di ripiego, è per me abbastanza conveniente: mi bastano in genere 10 cm di colonna in meno per ottenere il giusto livello di comfort per gli scatti a terra da seduto, mentre raramente scatto disteso (e in questo caso uso lo zaino come supporto oppure un beanbag).

Il sistema di chiusura delle sezioni è a leva; le clip sono solide e precise, e in due anni di utilizzo intenso finora non ho mai dovuto regolarle: sono anche silenziose e veloci (le ritengo migliori di quelle ad anello).

Da rilevare però come la Manfrotto sia stata un po' parca di dotazioni: i piedini retraibili con puntale d'acciaio sono opzionali, anche se rappresentano un acquisto necessario per chi esce spesso in terreni disagevoli (attenti però a brandeggiare il treppiede nei parcheggi o in capanni affollati!); infine il treppiede non è dotato nè di sacca nè di cinghia da trasporto.

In conclusione, si tratta di una buona soluzione adeguata alla maggior parte degli usi a cui ho sottoposto questo treppiede. Il rapporto qualità/prezzo è a mio parere ottimo, la portata è adeguata a buona parte delle ottiche (esclusi i super tele), e, con una minima manutenzione, questo treppiede potrà accompagnarmi ancora a lungo nelle mie uscite. Raccomandato!

__________ 

Manfrotto 055 View

Specifiche tecniche

Peso: 2.3 Kg
Portata massima: 7 Kg
Ingombro da chiuso: 61 cm
Altezza massima: 136 cm
Altezza massima con colonna centrale estesa: 174 cm
Altezza mimima: 44 cm
Sezioni gambe: 3
Materiale: alluminio

Colore: verde scuro anodizzato
Imbottiture: 2
Gancio per cinghia: si

Puntali retraibili: no (opzionali)

 

)
Ultimo aggiornamento ( Martedì 05 Maggio 2009 09:52 )