bataki

domenica
01 ago 2010
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Garden birding

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feederGarden birding o garden birdwatch. Con questo termine si indica comunemente l'osservazione dell'avifauna selvatica presente su mangiatoie, posatoi, vasche etc ed effettuata  nel proprio giardino o negli annessi di casa.

Il significato del termine è abbastanza ovvio, certo, ma non altrettanto ovvio è l'insieme di tecniche messe in atto per attrarre prima e mantenere poi l'afflusso di quella piccola, variopinta e talvolta chiassosa folla di uccelli che - più o meno regolarmente - vengono a fare visita al nostro giardino.

Ma vediamo più compiutamente di cosa si tratta. A molti di noi sarà capitato di osservare i passeri lanciarsi sulle briciole cadute dalla tovaglia nel giardino, o sul terrazzo. Alcuni saranno stati stimolati a dissuadere i piccioni dal lordare ogni cosa, ma ad altri sarà forse venuta la voglia di alimentare con più regolarità i nostri visitatori piumati.

Ecco, allora anche voi siete stati contagiati a vostra insaputa da questa strana malattia.

A prima vista questa sembrerebbe un'attività stravagante, leziosa ed oziosa, condotta individualmente per piacere personale ma senza grande costrutto e soprattutto senza grandi ricadute positive.

Beh, forse stupirà sapere che altrove vengono condotti censimenti ed attività analitiche sui flussi delle presenze di avifauna in giardini e parchi, o comunque in luoghi fortemente antropizzati.

Il British Trust for Ornithology, ad esempio, mantiene un progetto di monitoraggio annuale - Garden Birdwatch - che raccoglie importanti informazioni su come specie diverse di uccelli utilizzano i giardini e su come questo utilizzo varia nel tempo. I giardini - infatti - costituiscono un habitat importante per molti uccelli, fornendo un rifugio opportuno a tutte quelle specie influenzate dai cambiamenti nella gestione delle aree agricole e rurali.

In base ai dati raccolti dal BTO, sembra che questo inverno in Gran Bretagna, particolarmente rigido e generoso di nevicate, il numero di uccelli nei giardini sia aumentato notevolmente, a causa della maggior difficoltà di alimentazione nelle campagne dovuta alla coltre di neve e ghiaccio.

The results from the BTO Garden BirdWatch survey show huge increases in the use of gardens by birds as they come in search of an alternative source of food. For some species this increase has been dramatic. Redwing and Fieldfare, both types of thrush from Scandinavia, have shown an increase in the use of gardens for feeding by 283% and 267% respectively compared with a normal winter.

It doesn’t stop here though. For forty species the percentage of gardens in which they occurred increased during the current snowy weather, with particularly large increases in thrushes and buntings. Reed Bunting and Yellowhammer, both small birds belonging to the bunting family that would ordinarily find refuge in Britain’s farmland, have increased by 134% and 80% respectively!

Il fenomeno del garden birdwatch naturalmente è ampiamente diffuso in Gran Bretagna, dove oltre alle immancabili mangiatoie presenti in pressochè ogni giardino, ogni anno viene tenuto il Big Garden Birdwatch, un attesissimo evento organizzato dalla Royal Society for the Protection of Birds e ampiamente pubblicizzato dai maggiori media (BBC, The Guardian, Telegraph), dai siti specializzati e da siti e blog personali.

Questo evento, che consiste nel raccogliere e inviare le proprie osservazioni effettuate per un'ora consecutiva nelle stesse giornate stabilite (di solito un week-end di gennaio), si tiene con regolarità ogni anno dal 1979, ed ha finora totalizzato numeri certo inconsueti alle nostre latitudini:

  • 3.000.000 di ore di osservazione complessive
  • 6.000.000 di uccelli osservati ogni anno
  • 500.000 partecipanti
  • 280.000 giardini monitorati

Durante il trentennale dello scorso anno, sono state osservate 73 specie per complessivi 8,5 milioni di uccelli da ben 551.881 participanti!. Aldilà di questi numeri roboanti, questa indagine ha aiutato a riscontrare come il tordo bottaccio sia diventato un visitatore ormai raro, il numero di storni sia diminuito nei giardini del 77% dal 1979, quello dei passeri del 64%, mentre il numero di cinciallegre e cinciarelle sia risultato costante.


Lungi dal voler emulare questi exploit, questo autunno ho iniziato ad allestire - più o meno artigianalmente - la prima mangiatoia. La prima cosa da farsi è stata individuare il sito più idoneo: nel mio caso si è trattato di una sottile striscia di giardino a ridosso del muro di cinta, piantumata a cespugli folti e fiancheggiata da un filare intricato di cipressi e altri sempreverdi, dove campeggia un melograno.

Ho iniziato con l'appendere le famose palline di grasso e semi - che si possono trovare agevolmente in qualsiasi agraria o negozi per animali o autoprodurre in casa - a cui ho in seguito aggiunto un comune dispenser a tramoggia, "caricato" a semi di girasole.

Ecco un elenco (in ordine sparso) delle specie che hanno visitato esclusivamente la mangiatoia o il terreno e gli arbusti adiacenti. Spicca finora l'assenza dei merli.

  1. Codibugnolo
  2. Cinciallegra (fino a 14 individui contemporaneamente!)
  3. Cinciarella (max 2 individui)
  4. Fringuello (6-10 individui presenti regolarmente)
  5. Peppola (il primo individuo il 06/03/10)
  6. Frosone (dopo giorni di stazionamento sulle cime più alte, stamattina è sceso a terra ad alimentarsi)
  7. Verdone (11 individui il 18/02/10)
  8. Lucherino (una coppia presente dai primi di febbraio; 6 individui il 18/02/10)
  9. Verzellino (una coppia si è decisa a scendere il 14/04/10)
  10. Capinera (questo inverno una coppia è svernante e ben lieta di cibarsi delle melograne rimaste)
  11. Pettirosso
  12. Passera scopaiola (due individui presenti dall'inizio dell'inverno 2010)
  13. Tortora dal collare
  14. Scricciolo
  15. Ghiandaia
  16. Gazza
  17. Passero domestico (una presenza che temevo: è incredibile la loro voracità, ma visto il loro declino sono ben accetti!)
  18. Passera mattugia (regolare la presenza in piccoli numeri)
  19. Sparviere (un'altra presenza che temevo prima o poi facesse la sua comparsa)
     

La mia attività è appena iniziata ed è già ricca di soddisfazioni; molte però sono le riflessioni e le domande da porsi quando si intraprende questa strada, che variano dall'etica all'incolumità dei soggetti, dall'impatto sulle loro abitudini e sulla loro dieta, all'igiene.

Domande che non hanno trovato sempre una risposta, ma forse - come ha sintetizzato un amico inglese - "better fed than dead".

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 14 Aprile 2010 11:36 )